Inseparabili

Non é una barba lunga che mi rende una brutta persona. Potrei essere un bastardo, anche ben rasato.

Sono cattivo, solo nella tua testa.

   


Porto la barba, perché mi piace !

Perché cosí mi piaccio !

Perché sono stanco di radermi !

Perché vado contro il conformismo della societá che non l’accetta !

Parché ad altri piace !

Perché non devo piacere a tutti !

Perché in tanti, vorrebbero che la tagliassi !

Perché la portavano i nobili, gli uomini di cultura….ed anche Gesú Cristo !!!

Perché persone che hanno fatto la storia, portavano la barba ! 

Perché si intona con le mie pipe !

Perché mi piace toccarla e rilassarmi !

Perché, anche se a te da quella sensazione di sporco e trasandato, io la curo, la lavo con attenzione maniacale.

Perché é sicuramente piú sana e pulita dei tuoi capelli !

Perché nessuno ha deciso che bisogna radersi per forza !

Perché non mi importa di sembrare piú vecchio !

Perché va benissimo se ti sembro un terrorista !!!!

Perché, se non vuoi avvicinarti a me, sono felice di non stare accanto ad un’idiota pieno di pregiudizi !!!!

 

  

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Porto la barba…e non me la taglio !

Ma perché ? Ma perché non te la tagli ?

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É la classica (ed ultimamente anche quasi quotidiana) domanda che mi viene posta continuamente da ormai troppe persone !!!

Cominciamo dal principio, esattamente da Dicembre scorso.
Io, non sono mai stato un fanatico del rasoio e della faccia “a culu ri picciriddu” (come il sederino di un neonato). Abitualmente, mi radevo due volte a settimana, oppure andavo a farmi coccolare da Gianni, il mio amico barbiere e paziente consigliere….

Quest’inverno, a seguito di vicessitudini lavorative, ergo, mancanza di tempo utile per dedicarmi ad una accurata rasatura con tutto il mio tempo, in quanto seguace del “vivere lento”, da buon siciliano quale sono. Dopo circa due settimane di barba incolta, ho pigramente preso la decisione di cominciare a farmi crescere la barba. Con grande pena di mia moglie !

Portare la barba d’inverno é infinitamente piacevole e comodo :

Hai 10-20 minuti di sonno in piú la mattina.
Non subisci lo schiaffo da freddo, alle sette del mattino, uscendo da casa.
Hai un filtro naturale che trattiene i germi, evitando cosí l’influenza !
La pelle del viso non si scepola e non hai arrossamenti.
É comoda….etc etc.

Per cui mi sono detto :”per adesso la lasciamo crescere. In primavera o appena comincierá a darmi fastidio, la togliamo”….ma cosí non fu !
Mi piaceva (e mi piace) l’aspetto del mio nuovo viso allo specchio, con un cappello o con la coppola, ancora di piú. Contemporaneamente a questo mio nuovo piacere, cominciavano le domande curiose ed i commenti molto piú spesso sarcasticamente idiote, di amici e conoscenti.
Ma perché non te la tagli ? Sembri San Giuseppe, sembri Padre Pio….. Ma io lasciavo correre, riflettendo sul fatto che come ho sempre sostenuto : l’ignoranza, é il cancro dell’umanitá….ed io non sono un’oncologo !

La cosa che peró mi faceva veramente inalberare (evitiamo linguaggi scurrili e boccacceschi) era lo scemo di turno che nella sua mente infantile, mi chiamava “BARBONE” !!!!

Questa é maleducazione, ignoranza, volontá di offesa gratuita. Concedetemelo.

Barbone, é colui che per svariate vicessitudini della vita o per scelta, vive per strada campando di elemosione e di altri atti di generositá. É sporco, trasandato e naturalmente, la gente lo evita.

Barbuto, non ha bisogno di eloquenti spiegazioni….. Colui che porta la barba !
Lunga, corta, rasata, incolta, per moda, per necessitá, per credo religioso o politico…..é sempre un barbuto e mai un barbone !

Anche se a voi non piace, siate quantomeno educati e rispettosi, verso chi porta la barba…..c’é sempre una storia all’origine.

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Detto questo, (concedetemi questo piccolo sfogo personale) arrivó la primavera col primo sole caldo di Sicilia ed appresso, rapidamente il caldo di questa corrente estate, proprio mentre scrivo questo articolo. Credevo di patire la calura e sudare (puzzando) copiosamente, per la mia “sciarpetta di pelo”…..
Sole, mare, umiditá, polvere (vedi mia partecipazione al Giro di Sicilia, sotto il cocente sole delle strade siciliane) non hanno fatto vacillare la mia scelta e la mia convinzione di essere un BARBUTO.

Anzi, col senno di poi, ho maturato la decisione di continuare a farla crescere, e girando per il web, ho anche trovato il mio modello di riferimento : Jimmy Niggles ! Vi invito a visitare il suo sito : http://www.thisisbeard.com e leggere la sua personale storia, del perché ha deciso di farsi crescere e portare un lunga barba !

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In conclusione. Porto la barba perché, nata dalla mia “lagnusía” (mera pigrizia), mi ci sono “affezzionato”. Non é un’accessorio, é parte di me ed ho semplicemente scelto di tenerla piuttosto che non farla crescere. Non per moda e non per fede !!!

E poi, non potrei essere “il Rude Barbuto” !!!!

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Cosa fotografare e dove fotografare ?

Prima di uscire e fotografare, è necessario decidere dove andare e cosa fotografare. Io di solito preferisco i posti con molta gente. Musei, piazze, spiaggie, centri commerciali funzionano molto bene. Più la gente si dispone in una certa area, più è facile che possiate trovare argomenti e persone interessanti da fotografare.

Pescatore al porto di Palermo. Hipstamatic - Gennaio 2014

Pescatore al porto di Palermo. Hipstamatic – Gennaio 2014

Tuttavia non è necessario e non si dovrebbe limitarsi solo a zone densamente popolate. La bellezza della fotografia di strada è che non ha limiti. È possibile scattare foto in qualsiasi luogo, non necessariamente per strada. Probabilmente si possono trovare ottimi soggetti per le fotografie in luoghi molto banali come un mercato o una biblioteca. Il mondo intero è in palio.

Mercato del pesce a Isola delle Femmine, la domenica mattina. Hipstmatic - Gennaio 2014

Mercato del pesce a Isola delle Femmine, la domenica mattina. Hipstmatic – Gennaio 2014

Soprattutto, il modo migliore per andare fuori e fotografare è quello di scegliere un luogo e andarci semplicemente. Cercate un paio di posticini che vorreste visitare, e lasciate che la vostra curiosità guidi i vostri piccoli mini-viaggi. Spesso mi piace prendere la macchina ed andarmene da solo, in posti che ho già visto, magari semplicemente, perchè c’ero passato e avevano destato la mia curiosità.

Ingresso del centro commerciale Forum. Hipstamatic - Maggio 2014

Ingresso del centro commerciale Forum.
Hipstamatic – Maggio 2014

Per muovermi senza fatica, preferisco portare tutta la mia attrezzatura in una piccola messenger da fotografo, molto discreta. Solitamente amo portare solo una fotocamera ed una lente : Fuji X-E1 + Fujinon 18mm / Contax T2 / Iphone 5. Uso una Billingham Hadley Small, discreta, comoda e con lo spazio sufficiente a metterci dentro anche qualcosa da sgranocchiare durante le mie passeggiate !!!
Apritevi e parlate  con le persone della zona, intavolare una conversazione, è un buon modo per fare nuove amicizie !

Raccontate loro il vostro piccolo “viaggio fotografico” e chiedete loro se conoscono altri posti simili, dove andare a fotografare.

Non essere troppo esigente sul tipo di foto che vorresti fare. Se qualcosa attrae solo il tuo occhio per un motivo o per un altro,fai una foto di quella cosa. Non sentirti obbligato solo scattare foto di quello che si potrebbe considerare “fotografia di strada”. Tieni la mente aperta ad infinite possibilità !!

Un Polpo.

Un Polpo.

Dopo una lunga giornata di riprese, tornato a casa, scaricare le foto dalla fotocamera al pc e goditi il piacere di scegliere solo le foto più belle, di un viaggio lungo un giorno !!!

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Ritratto spontaneo o ritratto in posa ?

In questo articolo vi illustreró il mio pensiero sulle differenze tra ritratti di strada e la street photography.

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Se potessi definire la fotografia di ritratto associata alla street, lo definirei come l’atto di scattare foto di persone nelle aree urbane pubbliche in modo schietto . Ciò significa che quando si tratta di fotografia di strada, non si chiede ai soggetti di posare per noi. Invece di chiedere alla gente di poter scattare loro una foto, basta andare da loro e semplicemente scattare una foto. La street photography integra le persone nel loro ambiente. Per usare un’analogia, penso della street photography, come un gioco, con gli attori che interagiscono con la loro parte, in un modo interessante.
La fotografia di strada si basa anche e pesantemente sulla cattura del “momento decisivo”. Questo significa che i momenti spontanei e naturali delle immagini, sono quelli che in genere, rendono speciale il ritratto di strada stesso.
Ad esempio, catturare una persona che ha una certa espressione sul viso o trovare una persona che fa qualcosa di inquietante in un certo momento.

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Quando penso alla ritrattistica in street photography, la penso come ad un “sottotitolo” della street stessa. Pertanto i due sono non si escludono a vicenda. Inoltre, vorrei categorizzare ulteriormente la ritrattistica strada in due sezioni :

Ritratto in posa.
Ritratto spontaneo o inconsapevole.

Anche se il ritratto posato di strada, é in grado di catturare immagini forti ( vedi Satorialist ), le immagini veramente eccezionali sono quelli che vengono catturati candidamente (vedi Thomas Leuthard ).

Quindi, cosa é che rende migliore un ritratto spontaneo, rispetto ad uno posato, in street photography ?
Beh per cominciare, ci vuole coraggio a scattare foto di persone in pubblico (senza chiedere il loro permesso). Francamente, penso che la fotografia di strada è 80% avere le palle per andare fuori a fotografare sconosciuti e solo il 20% è abilità e tecnica fotografica. Ci sono molti fotografi esperti in grado di catturare immagini straordinarie in posa, ma non hanno il fegato per uscire e scattare foto di sconosciuti. E sicuramente non è per i deboli di cuore (che lo rende così impegnativo e in fondo, anche

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Non solo, ma la ripresa di ritratti di strada spontanei, ti dà un vero sguardo nell’anima di una persona. Ci sono molte immagini virali sul web, che mostrano molte persone che fanno letteralmente lo stesso sorriso posato per ogni fotografia .
Nel tempo, questi ritratti in posa, diventano una specie di maschera per le persone che vi impedisce di vedere chi sono veramente.
Thomas Leuthard, ad esempio, cerca proprio di tirare fuori questo aspetto, nei suoi ritratti spontanei per strada.
Quando sono fuori a caccia di sconosciuti da fotografare e punto la mia macchina fotografica su di loro, in genere guardano altrove. Poi magari, arrivano curiosi e mi chiedono se sto fotografando proprio loro. A volte sorridono e se ne vanno, a volte restano e si mettono in posa, a volte mi chiedono di cancellare la foto.

Quindi per concludere, la ritrattistica di strada, è davvero street photography. Tuttavia quando si tratta di “posato vs spontaneo”, sento che il ritratto spontaneo, spesso rende le immagini più potenti. Tuttavia, questa è solo la mia opinione, quindi, mi auguro di leggere la vostra nei commenti.

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Pensi che la ritrattistica di strada, sia street photography ?
Se sì, qual è la tua opinione su “posato vs spontaneo” ?
Lascia un commento qui sotto….

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La mia Contax T2.

Contax T2

Lamia Contax T2

Ho avuto molte fotocamere nel corso degli anni, e molte di loro sono passate e andate. Ma una fotocamera che ancora posseggo e che amo continuare ad usare, è la Contax T2. Perché questa fotocamera mi piace tanto?

Beh, per dirla semplicemente, è perfettamente in sintonia con me.

Il Siminzaro.

Il “siminzaro”. Maggio 2012

Questa piccola macchina fotografica, a cui la gente non darebbe molto peso ad’una prima occhiata, sfoggia, ad esempio un’ottica eccellente ! E’anche dannatamente troppo buona … Quando la Contax T2, fu presentatanel 1990, venne proprio indirizzata al mercato professionale. In passato c’erano in giro un po di’ “compatte di lusso” che stavano prendendo campo, tra i grossi produttori. Questa fotocamera e la sua successiva versione, la T3, sono state fatte nella speranza di travolgere la concorrenza. A mio parere non c’era nessun chiaro vincitore, se non lo stesso consumatore. Ma a causa di questa bravura dai creatori ,abbiamo avuto modo di avere alcune fotocamere semplicemente bellissime che erano anche tecnicamente eccellenti. Contax in realtà è stata acquisita da Kyocera (abbreviazione di Kyoto Ceramica) nel 1983. Quindi pur avendo il nome di un grande produttore tedesco, questa fotocamera è stata fatta in Giappone. Ed alla stessa maniera furono costruite anche le ottiche in seguito.

Tramonto a Donnalucata

Tramonto sulla “Spiaggia di Ponente” – Donnalucata. Agosto 2013

La T2 è stato offerta al pubblico in diverse finiture, alcune delle quali sono più rare di altre. Tutti i corpi sono stati realizzati in titanio (da qui il “T”). La finitura più comune è la versione argento champagne, (quella che possiedo) che è anche la più economica della gamma.Quella in titanio nero è la seconda più comune della gamma, ma la finitura in nero è il più rara e ne deriva un prezzo più alto. C’è anche una versione in oro placcato. In realtà ci sono due versioni oro. La versione normale oro, che era abbastanza comune, e la versione 50 ° anniversario, che era venduta con un cofanetto di mogano e aveva un panno di camoscio delizioso. La versione 50 ° anniversario è molto meno comune rispetto alla versione in oro normale, ed è un po più costosa. Ma di gran lunga più costosa era la versione Platino . Questa era venduta con una placcatura in platino, un bel cofanetto, con un rivestimento in pelle di struzzo sulla fotocamera. Questa era una fotocamera di alta qualità, che veniva venduta ad un prezzo premium !!!. Nel mercato USA, se ne può trovare qualche esemplare per circa 1000 dollari. Ma parliamo dell’ottica.

Interno giorno.

Interno giorno a Donnalucata. – Agosto 2013

La T2 è stata corredata con un superbo 38mm Carl Zeiss Sonnar T *,ovvero , il tipo di lente che si aspetterebbe di trovare su una reflex di fascia alta di quel tempo. L’obiettivo 38 millimetri f/2.8 era composto da 5 elementi in 4 gruppi, estremamente tagliente. Sono costantemente sbalordito da quanto è buono il rendering di questo obiettivo, in termini di contrasto e saturazione. Oltre ad avere una buonissima resa, con pellicole bianconero. La fotocamera è completamente automatizzata ed ha una modalità AE program, molto facile da usare. L’ergonomia della fotocamera è molto buona e la si sente solida e confortevole in mano. Il mirino è chiaro e facile da leggere, anche se può essere un po ‘difficile quando si hanno gli occhiali. Non ci sono davvero molte molti difetti in questa fotocamera Contax. Io, personalmente, ne sono entusiasta. Me la sono sempre portata ovunque, con un ingombro minimizzato a poco più, d’un pacchetto di sigarette, ed una qualità estremamente “cinematografica”, con quel bell’effetto vintage, che da la pellicola. E’ una onesta lavoratrice, con un’ esposimetro preciso e un flash che non ammazza i soggetti. Funziona bene anche l’autofocus e con la possibilità di preimpostare manualmente la zona di messa a fuoco, è un giocattolo bellissimo, per la street photography. Se la trovate……accattatevilla !!!!! esposimetro preciso.

In spiaggia.

Uomini in spiaggia. – Donnalucata – Agosto 2013

Tutte le foto di questo articolo, le ho scattate con la mia Contax T2 e pellicola Lomogrphy Color 400CN.

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Le differenze tra Fotografia Istantanea e Street Photography

Osservando sovente i vari forum e blog di fotografia, noto spesso una categoria di immagini “candid” di persone a piedi, belle donne, sagre, processioni, ecc.

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L’impulso complessivo per queste fotografie considerate “candid” sembra essere lo scatto casuale di qualcosa che il fotografo ha trovato intrigante al momento, o l’avventura del fotografare in pubblico. Non c’è nulla di necessariamente sbagliato in questo (anche se alcune immagini tendono verso il voyeuristico), e molte di queste immagini possono anche essere convincenti. Purtroppo, alcuni fotografi e “photographer”,in quei forum e blog, tendono a confondere tale fotografia con la fotografia di strada, eliminando qualsiasi differenza tra le due pratiche.

Prendiamo una semplice definizione di Street Photography:

“La fotografia di strada è un tipo di fotografia documentaria, che riguarda soggetti in situazioni spontanee all’interno di luoghi pubblici come strade, parchi, spiagge, centri commerciali, convegni politici e altre situazioni simili (Wikipedia).”

Tale definizione è minimamente utile al meglio !

Parte della confusione deriva dalla parola “candid” stessa.
La fotografia di strada ha storicamente seguito uno stile documentario, che mostra il soggetto “così com’è”, nel momento della cattura. Come parte di una pratica “documentaristica”, i fotografi di strada hanno cercato di rappresentare un momento di vita con un senso di veridicità edautenticità. All’interno di tale comprensione, la natura “candida” dell’immagine era intesa come un’aggiungere alla veridicità del momento, assicurando che l’immagine non fosse stata artefatta dallo stesso fotografo. Così, il candore della fotografia di strada, il cui principio fondamentale tradizionalmente fu condiviso da subito dai fotografi documentaristi e fotogirnalisti, approdó anche al reportage. Tale fotografia, come spiega Martha Rosler, “ci indica un modo di fare fotografie in cui artificio evidente, la costruzione e la manipolazione vengono evitati come una questione di principio.” Perché é evitato come una questione di principio?

Perché la presunzione dietro a questi generi è stata sempre quella, di una pratica fotografica che cattura la veritá del momento, che rappresenta in qualche modo (anche se questo è altamente contestabile) la vita stessa.

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Tale comprensione, non significa che le fotografie non siano studiate o che la selezione, la riflessione, e la deviazione in qualche modo non giochino un ruolo nel processo fotografico. Piuttosto l’intesa era che il fotografo resistesse ai tentativi di coreografare o ampiamente orchestrare il soggetto. E ‘in questo senso che il termine “candida” potrebbe applicarsi.

La Street Photography evoca una sorta di critica sociale, con la propria storia e la politica, e come tale non è solo un “punta e scatta” per qualunque tipo di situazione o soggetto. In pratica, il fotografo, ha una forte visione interiore e tende ad essere riflessivo, spesso é una sorta di reportage che si svolge con un scatto ben studiato. La rapidità della street, è il “sollevare la macchina fotografica e scattare nel vivo delle situazioni.” Ma questo, non significa che l’immaginazione artistica e la riflessione del fotografo non esistano. Ma che gran parte di essa, avviene prima di guardare attraverso il mirino e premere il pulsante di scatto. Il fotografo di strada esperto, impara a riconoscere le situazioni, anticipare il comportamento, conosce la scena o il luogo, o per lo meno capisce ciò che è di forte impatto visivo dati i vari elementi che convergono in quel preciso momento.

In breve, un visione immaginaria, creativa e artistica dell’immagine éuna parte essenziale della Street Photography. La fotografia di strada richiede preparazione mentale e la visione creativa. Un’ottima fotografia di strada rivela forte giudizio artistico, e accostamenti intriganti. Un punto di vista “urbano”, che è spesso inerente alla spazialità del soggetto ed all’ “occhio del fotografo” per carpire il momento decisivo. I fotografi di strada trattano molto consapevolmente la struttura, i modelli, il ritmo, il contrasto, la forma, gli angoli, la luce, lo spazio, e la tensione dinamica degli elementi nella scena.

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Fotografia di strada allora è, non solo scattare foto in pubblico, ma la distribuzione di una visione creativa che legge e acquisisce fette di ciò che chiamiamo vita pubblica. Un fotografo di strada,potrebbe essere motivato da insistenti domande quali:
– Come si svolge la nostra vita quotidiana ?
– Quali forze sociali ci tirano insieme o ci separano?
– In che modo l’ambiente urbano e artificiale condiziona i nostri modelli di vita?
– Quali sono le implicazioni di particolari interazioni, tra noi esseri umani ed i nostri spazi di vita?

Probabilmente, uno strepher risponderá a queste e ad altre domande simili, prima di cominciare un progetto fotografico. A volte le domande non sono consapevoli o esplicitamente comprensibili per tutti. A volte, sono solo un barlume di risposta a qualcosa che il fotografo vede e che in seguito puó analizzarne il contenuto attraverso quella connessione “mente-cuore” che tutti sviluppiamo.

Una domanda più generale per tutta la fotografia per me rimane:
come può tale fotografia, rivelare al mondo il momento, se il mondo che il fotografo vede, potrebbe non essere evidente all’uomo della strada ?

Mi capita, fotografando, che esista una contrapposizione di elementi che sollevano questi “problemi esistenziali” del fotografo. Come se quello che osservo tutti i giorni ed attravarso la fotografia, non sia qualcosa di “dato per scontato” sulla comprensione della vita pubblica e dello spazio. Ma bensí, elementi che mettono in risalto il sottile confine sfocato, tra pubblico e privato, e che ci fa fermare e prestare attenzione. Dandoci quello che Kenneth Burke chiama “prospettiva di incongruenza.”

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Quindi, la street photography, vuole essere, una fotografia rivelatrice. Non ha lo scopo di essere voyeuristica. Si tratta di un genere con una storia e uno sviluppo artistico. La natura dell’immagine, intesa come “candidamente presa” non è sufficiente a classificarla in qualche modo come fotografia documentaria. La fotografia di strada, deve potersi inserire in un contesto socio culturale, prima che meramente artistico.

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Come iniziare a fare Street Photography.

Nello scorso post, ho parlato di cosa sia la Street Photography e di volta in volta cercheró di spiegare di piú su questo genere fotografico e sulla filosofia che vi gira intorno.
Avendo compreso cosa sia la street photography, é naturale che ognuno di noi cominci a porsi delle domande…..

“Da dove comincio?”

Beh, per cominciare hai bisogno di una macchina fotografica !!!
Perché la cosa piú importante é uscire e scattare fotografie ! Per fare fotografia documentaria o street, non serve assolutamente una Leica…. A meno che, voi non siate Elliott Erwitt !!!
Se siete nuovi alla fotografia, il mio personale consiglio e di utilizzare una “point and shoot”(una normale fotocamera compatta digitale). Queste fotocamere, sono a dir poco grandiose, quando si tratta di street photography. Una point and shoot, può effettivamente essere migliore di una reflex, fosse solo a causa del corpo discreto e dello scatto quasi silenzioso. Soprattutto perché, essendo discreta, la gente per strada, non vi prenderá troppo sul serio o addirittura, non si accorgerá di voi.
Se peró hai solo una reflex, o una bridge, o magari il tuo cellulare, va bene comunque. Purché tu abbia uno strumento per fotografare.

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Hai trovato una macchina fotografica ? Bene. Ora possiamo uscire !

Questa è la fase in cui la maggior parte dei fotografi in erba, diventano insicuri. La gente saprà sempre trovare scuse per non scattare foto, piuttosto che trovare scuse per potere scattare foto. Le più popolari che ho sentito ( ed in parte erano anche le mie) :

“Non ho una buona (costosa) macchina fotografica”,
“Non ho abbastanza tempo”,
“Sono intimidito, dal fotografare la gente per strada, chissá cosa possono pensare ?”

C’ero caduto anche io, all’inizio. Poi ho capito che l’unica cosa importante, é sempre la stessa….uscire e fotografare.

L’esempio che uso sempre per contrastare l’argomento, “Io non ho una costosa macchina fotografica”, é la mia solita proposta : “usa il cellulare oppure la tua compattina” !!! Oggi, la tecnologia é molto progredita, ed anche le compatte di fascia media sono dotate di discreti sensori “senza infamia e senza lode” che ti permettono di portare a casa delle buone foto-ricordo.

“Non ho abbastanza tempo.”

É la seconda tipologia di scuse banali, che vengono inventate.
Questa non è mai una scusa, perché la bellezza della fotografia di strada è che si possono avere grandi immagini di eventi ordinari, non importa dove ti trovi. Quindi, devi solo portare con te in giro, la macchina fotografica ovunque tu vada, si può facilmente scattare foto mentre si cammina per strada, in un bar, ad una sagra, o durante una passeggiata in bicicletta. Sono un convinto sostenitore dell’idea, che si può sempre trovare il tempo per qualcosa, quando si é veramente appassionati, non importa quanto siete impegnati.

“Non l’ho mai fatto e non saprei da dove cominciare”.

Non ho idea di quello che realmente possa intimidire le persone. A meno che non si abbia qualcuno, che stia sempre a sbirciare alle tue spalle, ogni volta che stai per scattare una foto !!!
Non hai nulla di cui preoccuparti. E per iniziare semplicemente, basta andare fuori e iniziare a scattare foto.
E ‘davvero così facile.

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Che cosa é la street photography ?

Da oggi, voglio iniziare con una serie di post, sulla fotografia di strada, per cercare di avvicinare la gente a questo genere fotografico, che spesso viene male interpretato, poco diffuso (almeno dalle nostre parti) e addirittura in certi casi mistificato !!!

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In realtá, non esiste una definizione accademica di “street photography”, come puó essere per altri generi fotografici ( still life, rittratto, cerimonia, etc…).
Alcuni fotografi di strada dicono che si tratta di catturare le emozioni e le espressioni della gente, mentre altri possono porre maggiore enfasi sull’ambiente urbano. Tuttavia credo che le fotografie di strada più efficaci, siano quelle che sintetizzano sia l’elemento umano, così come l’ambiente urbano. Sono quelle fotografie in cui lo “streepher” ( per accorciare il termine street photographer) riesce a catturare un momento in cui una persona interagisce con l’ambiente o in cui l’ambiente interagisce con la persona.

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Wikipedia la definisce cosí :
“La street photography (“fotografia di strada”) è un genere fotografico che vuole riprendere i soggetti in situazioni reali e spontanee in luoghi pubblici al fine di evidenziare in maniera artistica alcuni aspetti della società. Tuttavia, la street photography non necessita la presenza di una strada o dell’ambiente urbano. Il termine “strada” si riferisce infatti ad un luogo generico ove sia visibile l’attività umana, un luogo da osservare per catturarne le interazioni sociali. Di conseguenza il soggetto può anche essere del tutto privo di persone o addirittura un ambiente dove un oggetto assume delle caratteristiche umane.
L’inquadratura e il tempismo sono degli aspetti chiave di quest’arte; lo scopo principale infatti consiste nel realizzare immagini colte in un momento decisivo o ricco di pathos. In alternativa, uno street photographer può ricercare un ritratto più banale di una scena come forma di documentario sociale.
Molto di quanto oggi rientra sotto il nome street photography venne definito nell’epoca che copre la fine del XIX secolo fino alla fine degli anni settanta, un periodo che vide la progressiva affermazione delle macchine fotografiche portatili. Durante il corso della propria evoluzione, la street photography ha fornito una testimonianza assai ampia e dettagliata della cultura di strada. L’avvento della fotografia digitale, unita alla crescita esponenziale della condivisione di foto tramite Internet, ha gradualmente ampliato la consapevolezza del genere e di coloro che praticano la street photography.”

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Quindi, la cosa fondamentale, dovrebbe essere quella di uscire per la strada e scattare fotografie di scene di vita quotidiana !
Da qui, il mio personale consiglio é : invece di inseguire tramonti e posti esotici, donne bellissime semivestite o il connubbio fra sacro e profano, di una festa di paese, cercate posti ordinari e gente comune e creativamente fotografate componendo la scena in maniera accattivante. Chiunque può scattare una buona foto di un tramonto. Anche se ci sono molti dettagli tecnici che vanno a catturare un tramonto perfetto, chiunque può semplicemente puntare la loro macchina fotografica e catturare un tramonto che lo stia ispirando.

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Ma quando si tratta di street photography, si deve costantemente essere alla ricerca di quegli elementi contrastanti, ch in un ambiente rendano davvero interessante la fotografia. Per esempio, attraverso la luce, il colore o il non colore, le persone stesse, se sono presenti o se stiamo prendendo un ritratto per strada.

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In poche parole, l’obiettivo principale della fotografia di strada sta nel riprendere il quotidiano ed il banale e farne qualcosa di unico e bello.

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Un’uomo, una fotocamera, una lente.

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Credo che per fare delle belle fotografie, non debba servire altro !
Io, per mia natura, sono un pigro. Non ho mai amato dover andar in giro a fotografare o viaggiare, dovendomi portare dietro il carico e l’ingombro di un’attrezzatura pesante.

Qualche anno fa, come molti miei “colleghi” fotoamatori, possedevo anch’io un discreto corredo fotografico fatto di reflex, ottiche, flash, batterie, battery grip, memorie e tutti quei gingilli fotografici che sono croce e delizia di ogni “fotoamatore evoluto”. Insieme a quel corredo, possedevo anche un discreto numero di lomocamere, pellicole e piccoli accessori. Quindi immaginate cosa poteva significare, in termini di scelte e di carico, dover decidere ogni volta cosa fosse piú utile, ogni volta, portarmi dietro !!!!

Fino a quando un bel giorno, durante una delle mie sessioni di “zapping” sul web, alla ricerca di una nuova fotocamera o di un nuovo accessorio da comprare ( perché, sempre come molti “fotoamatori evoluti”, ero affetto da SINDROME DA ACQUISTO FOTOGRAFICO COMPULSIVA ) mi imbattei nella mia prima mirrorless, la Fujifilm X100 !!! Eureka !

Una fotocamera piccola, di buona fattura, con una dotazione di serie di tutto rispetto, per il fotografo che non ha molte pretese e che vuole un’ingombro minimo.
Unica “nota dolente”, ( se vogliamo essere pignoli ) era una fotocamera ad ottica fissa con un’obiettivo equivalente ad un 35 mm.
Non diedi molto peso a questa cosa…..e la comprai subito ! Spettacolo !!!

Era piccola ma non microscopica, potevo metterla in qualunque borsa o tasca ampia, me la portavo in giro, praticamente sempre ed ovunque….. Due settimane dopo, avevo venduto tutto il corredo reflex e ci avevo pure recuperato qualche euro !!!!

E la “difficoltá” di fotografare ad ottica fissa ?
E la mancanza di uno zoom ?
Ma soprattutto….. Il non essere piú un “PHOTOGRAPHER” ???

All’inizio, ho avuto un po di difficoltá, ad abituare l’occhio a vedere sempre alla stessa maniera…. Dopo una settimana, ero giá un veterano ( hipstamatic e instagram, insegnano).
Lo zoom, sempre nella stessa settimana, é stato sostituito, dalla buona volontá di muovere il culo !
Per l’ultimo punto, ho smesso di essere un PHOTOGRAPHER, e mi sono convertito in STREEPHER !!!
Pur mantenendo una buona qualitá di immagine, se non superiore alla mia Canon 40D, la Fuji X100, era una macchina, con un sistema, completamente diverso da quello delle reflex digitali.

Talmente diverso che nel giro di un’anno, cambiato radicalmente il mio approccio alla fotografia, il mio modo di fotografare. Abbandondo felicemente quel modo di fotografare tutto e non saper fotografare niente !!!
Mi sono avvicinato al fotogiornalismo, alla street photography, ed a quella che io chiamo ” cultura del fotografare responsabilmente” !!!

Inoltre, circa sei mesi dopo, ho venduto la X100 Fuji. E sono passato al sistema Fujifilm X Series, con una Fujifilm X-E1…… La mia compagna fotografica !

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101 cose, che ho imparato in fotografia.

Questa é una semplice lista di esperienze che ho fatto, da quando fotografo.
Non é un vademecum del “provetto fotografo”. Non é da seguire alla lettera, puó anche essere discussa, contestata, reinterpretata….io, preferisco condividerla !

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1. Possedere una fotocamera costosa, non vuol dire essere un buon fotografo.
2. Scatta sempre in RAW. Sempre.
3. Fotografare con un’ottica fissa, é un buon modo per diventare un buon fotografo.
4. Il photo editing, é un’arte a parte.
5. Lavorare sulla regola dei terzi, va fatto nel 99% delle situazioni.
6. La macro fotografia non è per tutti.
7. I filtri UV funzionano altrettanto bene come copriobiettivo.
8. Piuttosto che passare il tempo sui forum di fotografia, esci e vai a fotografare.
9. Cattura la bellezza del banale e otterai una fotografia vincente.
10. La pellicola, non é migliore del digitale.
11. Il digitale, non é migliore della pellicola.
12. Non esiste una fotocamera o un’ottica magica.
13. Ottiche migliori non vi danno foto migliori.
14. Trascorri meno tempo a guardare il lavoro degli altri, e più tempo a creare il tuo.
15. Non usare la reflex, solo alle feste.
16. Essere un fotografo è cool.
17. Convertire le tue foto in bianconero, non le rende automaticamente “artistiche”.
18. La gente, screditerá sempre il tuo lavoro, se dici che rielabori in Photoshop. Dí piuttosto che ottimizzi in camera chiara.
19. Non é necessario fotografare tutto.
20. Crea sempre due copie di backup delle foto. Come si dice : “in guerra, due è uno, uno è nessuno”.
21. Butta la tracolla ed usa una cinghia da polso.
22. Avvicinati quando fotografi, e otterrai foto piú interessanti.
23. Far parte della scena, mentre fotografi, non vuol dire essere un guardone.
24. Scattare una foto accovacciato, spesso rende piú intressante la foto stessa.
25. Preoccupati di meno degli aspetti tecnici e concentrati di piú, sugli aspetti compositivi.
26. Coprire i loghi della fotocamera, porta i malintenzionati di strada, a non interessarsi a te.
27. Sottoesponi sempre di almeno uno stop, durante le riprese in pieno giorno.
28. Spesso, ottieni il meglio dalle foto che hai scartato. Non cestinarle.
29. Non temere di scattare diverse foto della stessa scena, in differenti esposizioni, angoli, o aperture.
30. Mostra sempre e solo, le tue foto migliori.
31. Una “punta e scatta” é sempre una macchina fotografica.
32. Unisciti ad una community di fotografi.
33. Critica con onestá le opere di altri.
34. Pensa prima di scattare.
35. Una buona foto non deve richiedere spiegazioni (anche se una didascalia é utile).
36. Alcool e fotografia non si mescolano bene.
37. Trai sempre ispirazione, dai grandi fotografi, ma non farne degli idoli.
38. La “grana” é qualcosa di affascinante.
39. A meno che non devi scalare una montagna, butta via lo zaino fotografico e usa una borsa per andare in giro a fotografare.
40. La semplicità è la chiave.
41. La definizione di fotografia è: “scrivere con la luce.” Usa quindi la luce a tuo favore.
42. Trova il tuo stile fotografico e cammina con quello.
43. Avere un secondo monitor è la cosa migliore in assoluto per l’elaborazione delle foto.
44. Una fotocamera ed un’ottica, sono una coppia inseparabile.
45. Porta la fotocamera sempre con te. Ovunque.
46. ​​Non lasciare mai che la fotografia possa condizionare la tua vita.
47. Non coccolare mai la tua fotocamera. Usala e abusane.
48. Scatta foto diritte e poi scattale storte.
49. Scatta sempre con fiducia in te.
50. Fotografia e contrapposizione, sono ottimi amici.
51. Stampa le tue foto grandi, ti dará grande felicitá e soddisfazione.
52. Regala agli amici le tue foto.
53. Qualche volta, regalale anche agli estranei.
54. Non dimenticare mai di ringraziare i tuoi soggetti.
55. Stampare le tue foto, ti rende un fotografo migliore.
56. Esci a fotografare coi tuoi amici….anche se non sono fotografi.
57. Segui un blog di fotografia, o fanne uno.
58. Una fotografia stampata é sempre un bel regalo….e fa bella figura in soggiorno.
59. Scattare foto di sconosciuti è emozionante.
60. Non devi prenderti per forza, troppo sul serio.
61. La luce naturale è la luce migliore.
62. La miglior focale per girare il mondo intero é il 35mm, o equivalente.
63. Non avere paura di alzare tanto gli ISO, quando serve… La grana é bella.
64. Non c’è bisogno di portare sempre un treppiede con te, ovunque tu vada.
65. É sempre meglio sovraesporre….
66. Fotografare un senza tetto, non é arte. É facile sfruttamento.
67. Troverai le migliori opportunità fotografiche, nelle situazioni meno probabili.
68. Una fotografia é sempre piú interessante, quando c’é l’elemento umano.
69. Photoshop, non fa di un’immagine brutta, un’opera d’arte.
70. Oggi, tutti fotografiamo, ed é bene. Ma non tutti sono fotografi. Ed é meglio.
71. Non c’è bisogno di volare in India, per ottenere buone foto; le migliori opportunità fotografiche sono nella strada del tuo quartiere.
72. Persone con le reflex digitali che fotografano guardando il display e non nel mirino, sembrano degli idioti.
73. Le fotocamere non sono giocattoli. Rispettale.
74. In termini di composizione, la fotografia e la pittura sono molto simili.
75. La fotografia non è un hobby, è uno stile di vita.
76. Fotografa, piuttosto che produrre scuse per non fotografare.
77. Impara ad essere originale nel tuo stile, non copiare sempre gli altri.
78. La miglior fotografia, é quella che sa emozionare l’uomo semplice prima del critico.
79. L’autoritratto é una fotografia interessante. I selfie, no !
80. Piú accessori fotografici ti porti in giro, meno ti godrai la fotografia.
81. Un buon autoritratto, é piú difficile di quel che pensi. Fallo.
82. Una risata in fotografia, svela sempre il carattere dell’uomo. In tutto il mondo.
83. Quando fotografi per strada, fonditi con l’ambiente circostante.
84. La pura fotografia di paesaggio, puó annoiare dopo un po.
85. Se non ti diverti fotografando, non fotografare.
86. Non eliminare mai le tue foto.
87. Porta rispetto alle persone ed ai luoghi che fotografi.
88. É meglio una fotografia fatta male, di una foto non fatta.
89. Viaggio e fotografia sono una coppia perfetta.
90. Imparare a leggere un istogramma é utile, ma non necessario.
91. Una foto rumorosa è meglio di una foto sfocata o mossa.
92. Scattare foto di cibo, é due volte interessante.
93. Impara a goderti, il momento fotografico, piuttosto che inseguire la fotografia perfetta.
94. Mai scattare foto a stomaco vuoto.
95. La fotografia di strada, é un mezzo per conoscere se stessi e diventare persone migliori.
96. Non essere mai geloso delle tue conoscenze fotografice. Condividile col mondo.
97. Non smettere mai di scattare foto.
98. La fotografia non é solo un lavoro, un hobby, o un’arte. É uno stile di vita.
99. Apprezza e cattura la banalitá nella vita quotidiana. Questa é la street photography.
100. Fotografare con gli occhi, ti insegna a guardare piuttosto che a vedere.
101. Ora scrivi la tua lista.

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